CittàVisibiliArci: VIAGGIO SOLIDALE NEI CAMPI PROFUGHI SAHARAWI

Cosa spinge gli uomini ad aiutarsi fra loro? Inizia così, la sua riflessione Samuele Gobbo dalle origini veneziane e studente di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata, che parteciperà all’esperienza di Turismo solidale di CittàVisibili dal 24 febbraio al 3 marzo 2018.

“Credo che la risposta, se guardiamo con sincerità a noi stessi, la possiamo trovare in quello sguardo di fratellanza che ci accomuna e di cui dovremmo meravigliarci ad ogni nuovo incontro. Per cui quando guardiamo un’altra persona, liberi dal nostro giudizio, dalla superba autostima, consapevoli dei limiti che pareggiano ogni uomo, non vediamo “l’altro”, ma vediamo Noi Stessi.”

Samuele con Federico Mazzinghi e Alice Panciera sono i responsabili del Progetto Sanitario Umanitario nel deserto del Sahara, precisamente nella regione di Auserd nei campi profughi profughi gestiti dalla Repubblica Araba Saharawi Democratica in esilio dalla propria terra d’origine: il Sahara Occidentale.

Fanno parte del gruppo tredici studenti (Ilenia De Bernardis, Marco Agamennone, Lucrezia Antonia De Marchi, Luigi Viteritti, Federica Lombardi, Bernardo Consiglio, Roberta Vitale, Marzia Belli, Maddalena Dal Pozzo, Rosanna Cacciotti e Roseline Njideka Peters Unachukwu)), che hanno colto “così l’occasione di ricercare quell’Umanità che dovrebbe esser propria di ogni medico e che non si impara nei libri di testo”.

Il loro Progetto Sanitario Umanitario nel deserto del Sahara, accompagnerà le azioni di CittàVisibili, associazione che si è costituita nel 2016 a La Guera una Daira di Ausserd e che ha come presidente Nadia Conti, che si sta impegnando nei progetti interculturali e di solidarietà per proseguire il suo impegno politico e sociale insieme ad Eugenio Mastrogiacomo, Grazia Pinna, Simonetta Castelli, Paolo Del Perugia e Giovanni Militello nei sostegni a distanza del Progetto Semi di Naso Rosso nel deserto nato insieme a Gli Amici del Lago-onlus Circolo di Legambiente e all’amico Massimiliano Caligara che ne è presidente a Novara. Saranno nel 2018 oltre centosessanta i sostegni a distanza. 160 bambini e bambine che riceveranno un contributo economico per la loro salute ed educazione scolastica. Valori entrambi, per l’associazione e per i suoi soci, essenziali per diventare uomini liberi in una Repubblica negata dei propri diritti al territorio e alla nazionalità.

Gli Amici del Lago-onlus Circolo di Legambiente collabora attivamente nei vari progetti di solidarietà per il popolo Saharawi, attraverso la gestione diretta dell’accoglienza nel mese di agosto dei ”piccoli ambasciatori di pace” presso i comuni del lago Maggiore, in particolare Meina, con il patrocinio e sostegno della provincia di Novara ed il coinvolgimento di numerose associazioni del territorio. Una collaborazione con CittàVisibili nata nel deserto di Tindouf, uno dei più inospitali al mondo, per condivisione d’intenti e di valori. Diverse le generazioni dei “viaggiatori” Federico appena ventenne ha elaborato il progetto sanitario con entusiasmo e passione trascinanti, Massimiliano cinquantenne e Macha Bacci quarantenne che attraverso l’impegno nella solidarietà attiva e la difesa dell’ambiente combattono l’insensibilità e il menefreghismo.

Una politica concreta che si può anche far crescere sui social, così si sono uniti ai “viaggiatori” Matteo Corona giovane romano e Giulia Giacomelli di Livorno e nel volontariato insieme a Matteo Lipani e Francesco Giacomelli. Alcuni lavoratori, altri precari e studenti che fanno pensare che ancora si possa “sperare” di costruire un mondo migliore.

Una società sicuramente migliore e alla quale sicuramente dà il suo sostegno Andrea Di Gennaro di Monterotondo, che da qualche anno segue i racconti sui progetti e il turismo solidale di CittaVisibili,  storie dei “Griot” (gli anziani viaggiatori che da oltre vent’anni si recano nel deserto per solidarietà e testimoniare che i gemellaggi istituzionali devono continuare ad essere impegni politici e istituzionali), fatte soprattutto di immagini, persone, volti, sguardi profondi che raccontano di  incontri, scontri, passaggi e attraversamenti. Psicologo e psicoterapeuta, opera nella provincia di Roma e Viterbo e uno degli aspetti che lo appassiona e lo stupisce ogni volta nel suo lavoro e nell’agire quotidiano è la capacità di adattamento che ogni individuo riesce ad organizzare nei diversi scenari che si presentano, la sopravvivenza e lo sviluppo di risorse residue, la plasticità, la capacità di resistere e di continuare ad immaginarsi e desiderare. L’avvicinarsi ai progetti di CittàVisibili segue anche questo percorso ed afferma di farlo in silenzio “con la curiosità e l’attenzione verso l’altro che forse il modo più sacro e rispettoso che abbiamo di fare cultura, di aprirci e metterci in discussione”.

 

Giovanni Abati, 60anni ininterrotti di scherma, vive a Calenzano ed è stato un campione della nazionale italiana ed è un gran maestro di scherma toscana. Proviene dalla famosa scuola livornese la CRAI Ansaldo di Livorno ed ha iniziato questo bellissimo sport negli anni ’50. Tante vittoria, tanta umiltà, tanta generosità che quest’anno ci accompagnerà e sicuramente, di nuovo tutti insieme, impareremo qualcosa di nuovo. Giovanni dice che lo sport è soddisfazione e sofferenza, “si vince e si perde, come del resto è nella vita di tutti i giorni. L’importante è non arrendersi mai, anzi, cercare sempre con lealtà sportiva, sia in pedana che altrove, di migliorarci.”

Questo i “viaggiatori del deserto” desiderano fare e continueranno a fare, afferma Nadia Conti e ringrazia tutti coloro che in questi anni hanno permesso con il loro sostegno e le loro donazioni di aiutare un Popolo che mantiene i valori e le idealità desuete della fratellanza e della tenerezza.

 

 

 

Nadia Conti

CittaVisibili

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