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COMUNICATO: FRONTE POLISARIO CONCLUSIONI DELLA CORTE EUROPEA

  • by wesatimes
  • 7 Days ago
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Il fronte polisario ha preso conoscenza delle conclusioni dell’avvocato generale wathelet presso la corte di giustizia dell’Unione Europea, in merito all’accordo di pesca concluso tra l’Unione Europea e il Marocco.

Per l’avvocato generale, l’accordo non è valido poiché si applica al Sahara occidentale e alle acque adiacenti: ” Concludendo questo accordo, l’unione ha violato il suo obbligo di rispettare il diritto del popolo del Sahara occidentale all’autodeterminazione e di Non riconoscere una situazione illecita derivante dalla sua violazione e non ha messo in atto le garanzie necessarie per garantire che lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara occidentale si faccia a beneficio del popolo di questo territorio “.

L’ avvocato generale ricorda che l’affermazione di sovranità del Marocco sul Sahara occidentale deriva da una violazione del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione. Esso contesta la nozione di “Potenza amministrativa de facto” che non esiste nel diritto internazionale, e sottolinea che il Marocco è potenza occupante ai sensi del diritto internazionale.

Pertanto, lo sfruttamento pesca da parte dell’unione delle acque adiacenti al Sahara occidentale non rispetta il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.

Inoltre, l’avvocato generale constata che la maggioranza dell’azienda prevista dall’accordo di pesca mira quasi esclusivamente alle acque adiacenti al Sahara occidentale. Infatti, le catture effettuate in queste acque rappresentano circa il 91,5 % delle catture totali effettuate nell’ambito dell’azienda pesca istituita dall’accordo di pesca. Secondo l’avvocato generale, “la contropartita finanziaria versata in Marocco dall’unione a titolo dell’accordo di pesca dovrebbe beneficiare quasi esclusivamente del popolo del Sahara occidentale”.

La procedura continuerà, e il fronte polisario attende serenamente la decisione presa dalla corte tra pochi mesi, convinto che la decisione futura e la sentenza del 21 dicembre 2016 costituiranno un blocco che garantisca in modo effettivo il diritto Del popolo saharawi all’autodeterminazione.

Signor Khaddad, coordinatore delle Nazioni Unite, invita tutte le istanze dell’Unione Europea a prendere pienamente in considerazione la forza dei principi disimpegnati dalla giustizia europea. Ogni scelta politica che non di questi principi è destinata a fallire, e prolunga in modo sconsiderato la sofferenza del popolo saharawi.

Il fronte polisario, ancora una volta, chiede l’apertura di discussioni dirette e senza precedenti per ripristinare i diritti del popolo saharawi sulle sue risorse naturali. Sottolinea che le decisioni apertamente illegali adottate dal consiglio e dalla commissione vincolano la loro responsabilità sul piano giuridico, storico e morale.

A tale proposito, il fronte polisario lancia un appello solenne a tutte le imprese europee presenti nel Sahara occidentale e nelle acque adiacenti. Allo stato attuale, esse sviluppano la loro attività nell’illegalità, come ricorda l’avvocato generale, e ora hanno chiaramente l’obbligo di conformarsi a tali decisioni di giustizia. Queste imprese devono avvicinarsi alla delegazione del fronte polisario a Bruxelles per regolarizzare la loro situazione.

Infine, questi progressi giudiziari devono essere l’occasione per rilanciare il processo di decolonizzazione del Sahara occidentale sotto l’egida dell’Onu bloccato da anni dall’intransigenza del Marocco.

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