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Displays: la musica che unisce la Puglia ai bambini disabili saharawi

  • by wesatimes
  • 16 Days ago
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C’è ancora qualche giorno di tempo per sostenere la campagna di crowdfunding Displays, lanciata sulla piattaforma Musicraiser da Desert Session, un collettivo musicale nato dalla mescolanza dei suoni pugliesi e saharawi. Il disco, da cui prende il nome la campagna, è stato registrato tra Auserd, campo rifugiati saharawi nel deserto algerino, e Tricase nel 2016, e ripercorre in nove brani tutta la profondità dell’esperienza di cooperazione e accoglienza tra il Capo di Leuca pugliese e il Sahara vissuta negli anni da operatori dell’organizzazione di volontariato “TreGiriDiTe”, musicisti, volontari, bambini saharawi con disabilità.

Displays è risultato dell’avventura vissuta dai musicisti e dai bambini tra viaggi e residenze insieme al compositore Aali Mohammed e ad altri Saharawi e contiene le interpretazioni di canzoni vecchie e nuove dell’autore insieme ai brani dell’altro grande vate del Sahara Naym Alal. Canzoni che rappresentano ancora l’identità del popolo che vive tra precarietà e permanenza e che deve necessariamente cercare le strade per una rigenerazione strategica, culturale e identitaria.

Significativo anche il titolo del progetto, Displays, che gioca con il prefisso “dis” per ribaltare la condizione di tutti i “dis” del mondo partendo da chi, come i bambini, vive una condizione di doppia fragilità alla quale si vuole reagire con la forza della musicalità umana.

L’iniziativa è frutto di un lavoro, come dicevamo, che parte dal passato, In particolare, nel 2010 nasce “TreGiriDiTe” come braccio pugliese di Rio De Oro, proprio per dare continuità al lavoro svolto nei campi profughi. “Abbiamo cominciato con il fare accoglienza in Italia di bambini saharawi, per brevi periodi – spiega Alberto Piccinni, uno dei fondatori dell’associazione -. Poi abbiamo pensato di spostare l’attenzione in particolare sulle situazioni di bambini con disabilità, con il pensiero di sottoporli a cure e controlli in Italia. E’ cominciato così un lungo lavoro di conoscenza con le famiglie saharawi, di valutazione delle situazioni di maggiore necessità e dove l’intervento può risultare più incisivo”.

Così, con il passare degli anni, gruppi di otto-dieci bambini con disabilità all’anno hanno affrontato il viaggio in Italia, trattenendosi per periodi più o meno lunghi, sottoponendosi a visite presso le strutture del territorio salentino per stabilire un percorso di cura personalizzato e le specifiche esigenze. Un grande lavoro di competenze e professionalità, reso possibile grazie a contributi privati dei sostenitori di “TreGiridiTe’”, al supporto dell’8 per mille della Chiesa Valdese, al merchandising, e a una forte rete di sostegno e solidarietà che si è creata sul territorio salentino.

Durante i loro periodi di permanenza in Italia infatti i bambini saharawi vengono accolti anche da famiglie del territorio, e hanno a disposizione il villaggio Arcobaleno offerto dal Comune di Tricase. Sono partner attivi dell’intero progetto anche l’ospedale Cardinale Panico di Tricase, la Asl di Lecce, alcune cooperative sul territorio.

Ma come si è arrivati all’idea della musica? Tutto ha avuto origine dalla constatazione che la musica fosse lo strumento ideale per coinvolgere anche quei bambini saharawi con disabilità cognitive,. E’ nato quindi  Desert Session, un collettivo musicale che vede musicisti pugliesi e saharawi insieme ai volontari e ai bambini comunicare attraverso la musica. Ne è successivamente nato un album, appunto Displays, che raccoglie in nove brani interpretazioni di canzoni vecchie e nuove di famosi compositori saharawi e in cui sono coinvolti quattordici musicisti, otto volontari e cinque bambini.

La campagna di crowdfunding attiva per finanziare la realizzazione del disco, per la quale è stato fissato un obiettivo di 3000 euro, quasi raggiunti, serve proprio a rendere noti i progetti, diffondere la cultura di un popolo di rifugiati di lungo periodo, in una delle zone più aride del mondo.

Nel frattempo l’esperienza di “TreGiriDiTè” non si ferma. Il gruppo di volontari tornerà a febbraio nel deserto algerino per continuare il percorso di conoscenza con le famiglie e i bambini più bisognosi di cure, terapie e attenzione.

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