DAKHLA

La città occupata di Dakhla è stata fondata nel 1884. Rappresentava il primo porto di pesca per la presenza spagnola nel Sahara Occidentale.

Situata sul golfo che porta lo stesso nome, si trova a 600 km a sud della Capitale di Laayoune.

Questa città si chiamava all’epoca spagnola Villa Cisneros, ed era quasi esclusivamente destinata ai coloni spagnoli.  Negli anni ‘40, ‘50 e ‘60, la città di Dakhla è servita da scalo per gli aerei europei che servivano l’America Latina.

A partire dalla fine degli anni ‘70 la città Dakhla non ha smesso di svilupparsi e trasformarsi dall’autorità occupanti.

Oggi Dakhla occupata illegalmente è diventata una città moderna, portuale, industriale, agricola e turistica.

La sua localizzazione

È a 550 chilometri a sud di Laayoune sulla costa atlantica. È sopra una penisola, la penisola di Rio de Oro che si estende parallela alla costa in direzione nordest-sudest. La penisola crea un porto naturale.

La storia della città

La presenza spagnola iniziò nel 1502, con la fondazione di Villa Cisneros in seguito ad una bolla papale che concesse colonie spagnole ad est delle Isole Azzorre, la Spagna perse gradualmente il pieno controllo della zona, tanto che la colonia fu rifondata nel 1884 durante una spedizione sotto il comando di Emilio Bonelli. Durante il periodo coloniale spagnolo divenne la capitale del Rio de Oro, colonia che dapprima assorbì La Guera e successivamente si fuse con la Saguia el Hamra (Sāqiya al-Ḥamrāʾ), creando il Sahara Spagnolo.
Dopo questo periodo gli spagnoli costruirono una moderna ed interessante chiesa cattolica, nel 1953 Nuestra Señora del Carmen che attualmente non è usata per il culto cristiano per la mancata residenza di cattolici, e il forte di Villa Cisneros (detto fabbrica di Villa Cisneros), che gli occupanti marocchini hanno iniziato a demolire con una fase finale iniziata nel dicembre del 2004, il tutto con proteste internazionali[3], in particolare dalla Spagna e in particolare modo dai Saharawi stessi che considerano l’opera parte della propria storia nazionale[4]. Il culto islamico è guidato in moschee che sono costruite terra e sabbia[5]. Durante la Guerra Civile Spagnola, la colonia era sotto controllo franchista, a Villa Cisneros fu organizzato un campo di prigionia per i sostenitori della repubblica. Fra gli internati vi fu lo scrittore Pedro García Cabrera.
Negli anni sessanta fu costruito a Villa Cisneros uno dei tre aeroporti del Sahara Occidentale con pista asfaltata (Codice IATA: VIL). L’aeroporto fu importante come scalo tecnico verso l’America meridionale.
Al momento della decolonizzazione spagnola, Dakhla fu occupata dai mauritani, che dal 1975 al 1979 ne fecero il capoluogo della provincia annessa alla Mauritania di Tiris al-Gharbiyya. Consisteva nella ex colonia del Rio de Oro (Wadī al-Dhahab). Al ritiro dei mauritani, sconfitti dal Polisario fu invasa dal Marocco, e inserita nel settembre 1985 all’interno del quinto muro della vergogna.

All’interno della baia circoscritta dalla penisola su cui sorge la città si pratica il windsurf, il kitesurf e la pesca anche sportiva di pesci di ragguardevoli dimensioni come l’ombrina dentata (Courbine), la ricciola ed altri. La pesca di questi pesci si fa anche dalla spiaggia, ed è una rarità per pesci di queste dimensioni.

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